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08/07/2024

Una bella scoppola

Quindi, in estrema sintesi, in Francia, Marine La  Matit e Jordan Bardelquà hanno incassato una sonora lezione dai loro connazionali! Quando, anche  in Italia, i nostri concittadini saranno capaci di fare altrettanto?

05/07/2024

Libertà, o destino?

 

Libertà, o destino?

I due termini sono decisamente in contrasto. Ciò significa
che dov'è la libertà non vi può essere il destino e, viceversa, dov'è
il destino non vi può essere libertà! Anzi il destino non esiste:
è una menzogna popolare. Di più: nemmeno la libertà esiste perché
è una favola ad uso di chi ha poca voglia di ragionare.

°°°

Che cos'è la libertà? Tutti ne parlano con grande cognizione
di causa, ma quanti la possono definire con precisione?
Molti si appropriano del suo nome e la collocano bene in vista
sulle loro bandiere: La Casa delle Libertà (quella dell'ex
cavaliere); Libertà e Democrazia; Libertà di parola; Libertà di
pensiero e centinaia di altre libertà.
E' una delle parole che ha subito una gigantesca inflazione
perché viene collocata dappertutto, anche laddove, forse, non
sarebbe opportuno. Quasi sempre viene associata ad un'altra:
democrazia! Si vive da qualche tempo in una specie di mondo
rovesciato (non quello del generale Iannacci), dove l'arroganza
e la sopraffazione vengono chiamate libertà.
Quanti, oggi, si arrabattano sulle spinose questioni della libertà
in generale - e della libera informazione in particolare - sanno che
la libertà è libera solo nella verità. presupposto dell'informazione
libera, non la sua realtà.
Per completare il pensiero è utile ricordare che la filosofia
cristiana di sant'Agostino distingueva con cura una "libertà minore"
da una "libertà maggiore". Solo la libertà maggiore poteva dirsi
vera, mentre la prima non era vera libertà.
Infatti la prima libertà, quella che nasce dalla semplice assenza di
una costrizione ad agire, non è libertà perché può volgere al male.
La vera libertà, secondo lui, iniziava quando la prima libertà si
volgeva nella direzione del bene. Questo bene doveva essere
liberamente voluto, in alternativa alle seduzioni del male.
Dunque, nessuna tentazione autoritaria perché costringere al
bene qualcuno privandolo della libertà di fare il male era per lui la
negazione stessa della libertà, del bene e del vero.
Come la mettiamo allora con tutte quelle gerarchie ecclesiastiche
e proibizioniste nostrane, che hanno continuamente intralciato la
strada delle riforme sociali e di costume appellandosi alla "libertà,
verità, valori" e via elencando? Intendono condannare
sant'Agostino? Non credono nel "libero arbitrio"? Sono succubi
della cultura protestante del "servo arbitrio"?
Come la mettiamo con tutto quel personale politico (un tempo
sarcastiamente denominato “teodem”) che, invece di porsi a
servizio della società civile, si comportava da perfetto famiglio
della più retriva casta sacerdotale? Pensavano che qualcuno
potesse concupire l'argenteria dei loro padroni di casa?
Perché sentivano il bisogno di giustificare le loro azioni
dichiarando che: "Il nostro comportamento è autonomo e non
deriva dalle posizioni delle gerarchie ecclesiastiche"?
Non veniva, loro, in mente l'antica locuzione: "Scusa non richiesta,
accusa manifesta"? Erano terrorrizzati dalla preoccupazione di
perdere l'egemonia culturale che tali padroni di casa subdolamente
e indebitamente ancora conservavano?
Questo linguaggio non dovrebbe essere usato in tempi "normali",
ma come si può restare inerti, in istato di paciosa accidia, a fronte di
attacchi così virulenti contro la laicità dello Stato. Il popolo italiano,
tutto, dovreb be reagire contro il tentativo in atto di trasformare la
Conferenza Episcopale Italiana (la CEI) in un organo legislativo in
luogo del Parlamento.
Ma se la libertà è anche uno "stato di autonomia essenzialmente
sentito come diritto, e come tale garantito da una precisa volontà e
coscienza di ordine morale, sociale, politico", allora essa non può
essere un valore eterno, ma contingente, storico. Infatti, come
potrebbe essere considerato un valore eterno se essa viene
garantita da una volontà e coscienza di ordine sociale, politico, che
sono, notoriamente, valori transeunti?
Tra le molteplici definizioni che i filosofi hanno dato della libertà,
definizioni che talora differiscono tra loro, ma anche si assomigliano,
ve n'è una che emerge su tutte le altre e che è utile ricordare, essa
recita: "La libertà è la coscienza della necessità!". Sì, perchè libertà
e necessità sono antitetiche: o l'una o l'altra!
Ecco, Marx aveva perfettamente ragione perché, in altre parole: la
vera libertà è il sapere (essere coscienti) che essa non esiste. E'
sapere che essa è il contrario della necessità. Essere coscienti
di tutto ciò deve diventare uno stimolo per cambiare la società, il
mondo, per conquistare maggiore giustizia sociale, per liberarci
dalla necessità - fin dove è possibile -. Questa è la libertà!
L'uomo non è libero di non nutrirsi perché il nutrimento non è una
libera scelta, ma una necessità. Non è libero di vegliare per giorni e
giorni perché il sonno è una necessità. Non è libero di adottare un
comportamento asociale perché le norme di convivenza civile sono
una necessità. Non è libero di pensare ciò che vuole perché i suoi
pensieri sono necessitati da chi possiede formidabili mezzi di
comunicazione e, mediante questi, forma l'opinione pubblica (e
privata) e crea le coscienze. Non è libero nemmeno nelle sue scelte
politiche perché esse gli vengono, suggerite dagli interessati
manipolatori delle coscienze.
Chi agita forsennatamente il suo nome lo fa per interessi personali,
non per amore di un valore filosoficamente poco definibile e
politicamente incerto. Chi lo usa come un'etichetta da applicare in
ogni proprio prodotto (sia esso una "Casa delle Libertà", un "Partito
della Libertà" di berlusconiana memoria) ha in mente la
salvaguardia del vasellame di casa, il mantenimento del proprio
potere economico, che potrebbe essere messo in discussione se
dovesse prevalere un altro e diverso concetto di libertà.

°°°
Il destino, invece, pur essendo parimenti un'invenzione umana
ha un'origine meno nobile. Viene chiamato in causa ogni qualvolta
un progetto non va a buon fine, quando un'aspettativa non viene
soddisfatta, quando una disgrazia mette la persona a dura prova.
Il destino è la negazione della libertà, del libero arbitrio, perché gli
accadimenti della vita sono già stati tutti scritti, quindi non esiste
alcuna possibilità di evitarli. Non c'è libertà che tenga!
La forma più esasperata di destino si trova nella cultura islamica.
In questa cultura ogni avvenimento è stato programmato da quella
entità superiore chiamata Allah e contro la quale non c'è nulla da
fare: l'accadimento deve avvenire e ... basta. Non servono
preghiere, non servono rapidi scostamenti: quello che è destinato
deve avvenire.
Sotto questo profilo è molto meglio la religione cattolico-cristiana
la quale ammette l'esistenza del libero arbitrio. Ma questo è un
altro discorso!








02/07/2024

Banlieu parigine e borgate romane

Banlieu parigine e borgate romane

Oltre alle banlieu parigine ed alle borgate romane bisogna anche aggiungere una frazione del comune dei Predappio (Forli). Da queste squallide zone di periferia la storia moderna non ha ancora prodotto nulla di buono. Predappio ha visto i  natali del duce (il tragico campione del finto guerriero in fuga con le armate tedesche per sottrarsi, inutilmente, alla giusta punizione del popolo italiano). Una borgata romana ha visto l'ascesa al potere di una arrogante ducetta che sta riportando il nostro Stivale alle condizioni della Repubblica Sociale Italiana.
Dalla banleu di Parigi un ragazzotto italo francese sta tentando di riportare la Francia alle condizioni della repubblica di Vichy. Tutti questi sottoprodotti della cultura di destra vanno fieri della loro origine sottoproletaia. Il ragazzotto italo francese, in occasione dei primi risultati delle elezioni del 30 giugno, si è esibito davanti alle telecamere, per commentare il grande risultato della destra, non ha fatto  altro che sbrodolare un inutile sproloquio senza capo né coda senza alcun programma politico. Si è limitato a recitare a memoria una poesiola di chiaro contenuto  moralistico.
Dove sono finiti gli uomini politici del passato i quali, oltre a non vantarsi della loro origine, sapevano esprimere chiari concetti politici e programmi fattibili? E solo la cultura di destra che si vanta di provenire dalla borgata romana e dalla banlieu francese quasi fosse un titolo di merito.
I dirigenti politici della sinistra, raramente provenienti dalle periferie culturali. hanno  lasciato un'eredità culturale e politica sconosciuta ai nuovi arruffapopoli di oggi. Gramsci, Togliatti, Berlinguer e tutti gli altri non si si vantavano, né erano, borgatari!     

Business

Business
Cosi si chiamano, nella miagolante lingua degli
americani, gli affari, anche quegli sporchi. Uno di
questi è l'inarrestabile corsa agli armamenti che
invece di finanziare il disastrato sistema della sanità la
lotta alla fame e della tutela dell’ambiente alimentano i
conflitti in Ucraina e del Medio oriente, e l’Italia fa la
sua spregevole parte.
L’industria degli armamenti è l’unico settore a non
essere in crisi. Con i conflitti in corso si sono svuotati
gli arsenali cosi da continuare a produrre nuovi armi a
ritmi forsennati. Dalla caduta del Muro ad oggi almeno
49 conflitti mondiali hanno alimentato l’economia
bellica.La guerra è sempre una buona scusa per
nuove commesse militari, Le spese per gli armamenti
sono molto superiori a quelle per l’istruzione,
l’ambiente e la salute. E, per essere da meno, anche
le banche fanno la loro parte, garantendo e
alimentando la crescita dei titoli azionari. Nel 2023, ci
informa un prestigioso Istituto svedese di ricerche
sulla pace, le spese militari nel mondo hanno
raggiunto i 2.240 miliardi di dollari. Di questi, 380
vengono spesi nei Paesi dell’Unione europea. I costi
bellici sono aumentati del 50 per cento negli ultimi 20
anni nei Paesi Nato, La corsa agli armamenti è l’altra
faccia del liberismo selvaggio: liberismo tanto caro
agli Americani ed ai loro famigli sparsi in tutto il
mondo. L'America non è sola: anche L’Europa non è
immune da questa spirale bellica, con le sue forniture
siamo a oltre 500 mila vittime tra militari e civili. Finora
l’Occidente ci mette le armi e Ucraina e Russia ci
mettono i morti. Ma il presidente francese Macron
prevede già l’entrata sul fronte ucraino di militari della
Nato, e l’Italia (grazie al governo di destra-destra), è
allineata ai Paesi più bellicosi. L’Italia è anche
accusata di esportare armi anche nello Yemen, in
violazione della nostra Carta Costituzionale , che vieta
la risoluzione delle controversie internazionali
attraverso i conflitti. Le previsioni di bilancio del nostro
ministero della Difesa nel 2024 indicano una spesa di
29 miliardi di euro, con una crescita di quasi un
miliardo e mezzo dal 2023.
Nessuno si appropria della logica di Erasmo da
Rotterdam, secondo cui “è sempre meglio una pace
ingiusta che una guerra giusta”.

28/06/2024

C'è del marcio in Occidente?

C'è del marcio  in Occidente?

Questa è la domanda che si pone Piergiorgio Odifreddi, il noto intellettuale. La risposta è si! Il marcio esiste, eccome! (e il Belpaese in questa tragica classifica, non è secondo a nessuno). Sempre più spesso si sente parlare di una superiore civiltà occidentale (ma superiore a chi, ed a che cosa?), la liberaldemocrazia è il modello a cui tutto il mondo si dovrebbe conformare. Questo ci da il diritto di definire dittature ogni esperienza diversa dalle nostre. Piergiorgio Odifreddi offre una lettura molto diversa della realtà, la sua è una critica radicale, ovverosia contesta alla radice le convinzioni sulla superiorità occidentale, dimostrando che tanto di quello che c’è stato di esecrabile nella storia è fatto o è stato fatto proprio dall’Occidente. Nel Mein Kampf, di Hitler, come come anche nel  genocidio degli amerindi, operato dai coloni europei,  si può parlare di un olocausto che non ha riguardato solo il Nord America ma tutto il continente. In tema di colonialismo Karl Marx scriveva che nelle colonie il sistema capitalista si presentava con la sua vera faccia di profonda ipocrisia,di intrinseca barbarie della civiltà borghese. Lo studio della storia dimostra che i campi di internamento non sono stati inventati dal nazismo ma erano una pratica comune delle potenze occidentali che, mentre sostenevano di portare la civiltà in regioni sotto sviluppate, mentre, in realtà,  continuavano a depredarle. In questo quadro anche l’Italia si fece notare per la ferocia con cui operò in Africa e nei Balcani. Il colonialismo non è finito con la stagione della de-colonizzazione, perché da allora è iniziata una nuova fase storica in cui Paesi, formalmente sovrani, è continuata come se nulla fosse lo sfruttamento dall’Occidente. Odifreddi denuncia i limiti delle nostre democrazie non solo nel nostro rapporto con il resto del mondo ma anche nel funzionamento interno. La democrazia vive non solo nel rispetto dei diritti civili ma anche nel riconoscimento dei diritti sociali, la crescita delle diseguaglianze con poche persone che possiedono ricchezze enormi è una stortura democratica. L’aumento delle diseguaglianze, si accompagna a un calo degli elettori, sempre meno interessati alla  vita sociale.




24/06/2024

Comandi, sior paròn!

Comandi, sior paròn!

La patria dei sindaci sceriffi (chi ricorda il sindaco-sceriffo del comune di Treviso - tale Giancarlo Gentilini - noto per passare parte del suo tempo sulle strade cittadine per controllare se gli operai del Comune lavoravano alacremente, o  se battevano la fiacca); le ronde padane; le campagne elettorali passate più a parlare di immigrati che di politica. Fino al secolo scorso è stata una regione ad alta percentuale di emigrazione: i veneti emigravano in tutto il mondo in cerca di lavoro. E' stata una regione a bassa scolarità e ad alto tasso di religiosità, serbatoio inesauribile di voti per il partito democristiano.

E' spiacevole dirlo, ma è stata una regione di poveri cristi, obbedienti e servili: "Comandi, sior paròn!", dove scioperi, lotte e contestazioni sociali sono passati come l'acqua sugli specchi. Oggi continua ad essere una ragione a bassa scolarità, i poveri cristi sono rimasti tali, la scelta politica si è riversata dalla democrazia cristiana alla Lega e da terra di emigrazione si è trasformata in terra di immigrazione.  Ma le caratteristiche dei veneti non sono migliorate, tutt'altro! Da emigrati timidi e col 'cappello in mano' si sono trasformati in "paron", in aguzzini arroganti, in pericolosi razzisti ed in sfruttatori della povera gente. Le cronache dei media sono ricche di particolari sul trattamento che questi neo ricchi riservano agli immigrati, l'ultima delle quali è quella avvenuta in provincia di Latina, dove un agrario, dal chiaro cognome di origine veneta, si è reso responsabile di un gravissimo fatto criminoso commesso ai danni di un bracciante origine indiana.  Dall'ex sindaco di Treviso, che invocava i carri merci piombati per allontanare gli immigrati, all’ex presidente della medesima provincia che auspicava la fucilazione immediata di tre serbi trovati a rovistare tra le macerie di una alluvione è tutto un fiorire di criminali dichiarazioni contro gli extracomunitari. E perché non ricordare la giusta condanna a quattro mesi di galera per la frase razzista rivolta ad alcuni immigrati da un capotreno delle ferrovie dello stato. "buttate fuori questi neri qua, altrimenti non faccio partire il treno"? Un'offesa che l'uomo, residente a Verona, aveva rivolto a due passeggeri nigeriani, saliti alla stazione di Padova, e alla fine costretti a scendere dal convoglio nonostante fossero provvisti di regolare biglietto.  Quando si potrà leggere che due leghisti sono stati fatti scendere dal treno perché ... leghisti? Ma non è finita. Ancora a Treviso (città e provincia che era è balzata agli onori della cronaca per questi vomitevoli comportamenti) si leggeva che "i musulmani che frequentano alcune moschee della provincia denunciano di aver subito nelle scorse settimane una vera e propria schedatura di massa, con agenti delle forze dell'ordine che all'uscita dai luoghi di culto, dopo la preghiera, hanno chiesto loro i documenti" (fatti avvenuti a Cornuda ed a Castelfranco Veneto). Quando si potrà leggere che le forze dell'ordine hanno chiesto il controllo dei documenti ai leghisti all'uscita dalle loro chiese? Da qualche anno questa regione si distingue anche per altre ignobili ragioni: le pratiche commerciali scorrette.  L'Antitrust aveva elevato severe sanzioni alle aziende venete per la vendita porta a porta di tessere sconto fasulle. Imprese che tramite telefonate ingannevoli e visite a domicilio, facevano credere di regalare tessere fedeltà gratuite e invece facevano firmare contratti a partire da duemila euro, per l'acquisto inconsapevole di tovaglie, lenzuola ed ammenicoli vari. Chi si ricorda che sono state sanzionate alcune di queste aziende, per un totale di alcune decine di migliaia di euro?  Quando si potrà leggere che la scolarità, l'onestà ed il conseguente grado di civiltà di questi veneti, si sarà avvicinato alla media nazionale? E per finire, perché non porre  in risalto l’esito di un vecchio referendum sull’autonomia del Veneto? Perché tacere sull’adesione (una adesione ‘bulgara’) al “sì” per l’indipendenza oltre che per la trasformazione del Veneto in una regione a statuto speciale? Se il Veneto cercherà, in un prossimo futuro, di uscire dall’unità nazionale e abbandonare  l’Italia perché credono di avere un’altra cultura, un’altra lingua che - dicono - poco hanno in comune con quella nazionale, sappiano che molti connazionali saranno d’accordo. Non saranno rimpianti! Italiani, connazionali: rafforziamo la nostra memoria affinché l'Italia diventi migliore!  









22/06/2024

La vergogna della classe lavoratrice

La vergogna della classe lavoratrice

Il recente, grave e vergognoso, fatto dove un operaio agricolo con un braccio mozzato a causa di un grave infortunio sul lavoro, è stato  abbandonato sulla strada dal suo datore di lavoro, solo la C.G.I.L. si è prontamente mobilitata. Solo la C.G.I.L.  insieme alle altre forze politiche di sinistra mentre gli altri sindacali e le forze politiche della destra se ne sono stati buoni e tranquilli.
Tra tutti i sindacati presenti in Italia: quelli confederali e quelli "autonomi" (da chi o da che cosa siano autonomi non è dato  sapere), ne esiste uno, uno solo degno di questo nome: è la C.G.I.L (Confederazione Generale Italiana del Lavoro)!
Questo sindacato, il più forte e quello nato prima di tutti gli  altri, continua a distinguersi per la presenza in tutti i luoghi dove.i diritti dei lavoratori  vengono calpestati. La C.G.I.L. non è la vergogna della classe lavoratrice: la vergogna è la presenza di tutti gli altri sindacati. Alcuni di questi si distinguono per la storica sudditanza verso la vecchia Democrazia Cristiana, altri verso ogni tipo di governo esistente, altri verso gli interessi del padronato, altri ancora verso i propri interessi di casta, infischiandosene del del bene  comune. 
Una parte  dell'opinione pubblica sollecita la creazione di un sindacato unico, ignorando che questo sarà possibile solo quando sarà possibile la creazione di obiettivi comuni,quando la loro politica sociale e contrattuale sarà unica, quando la vertenzialità sarà indirizzata verso obiettivi condivisi, quando amici ed avversari saranno gli stessi. Oggi non è possibile! Oggi esistono sindacati tolleranti, quando non amici, verso il padrone ed il governo che li rappresenta, ed altri così tiepidi da non disturbare nessuno!
E' utile ricordare, per coloro che se ne fossero dimenticati,  che negli anni '70 e '80 del secolo scorso vi è stato un tentativo di unità sindacale. Le tre confederazioni sindacali avevano avviato un processo di unità che partendo da comuni posizioni giungeva a forme di lotta e risultati altrettanto comuni. Era il periodo che  doveva sfociare nell'unità organica del sindacato, nella creazione di un'unica sigla. Era il periodo del “volemose bbene”! Ma che fine ha fatto quel progetto? Le differenze politiche (e partitiche) hanno avuto la meglio: sulla riforma della scala mobile, fortemente penalizzante per i lavoratori,  la cisl e la uil si sono distinte negativamente per la loro decisione di appoggio all'allora tragico governo Craxi ed alla Confindustria. Dal progetto unitario si sono poi rispettivamente allontanate, con vari pretesti,  prima la uil e poi la cisl, lasciando la C.G.I.L. che, col cerino in mano, ha dovuto constatare il decesso del progetto unitario. Oggi il sindacato deve stare nella società, tra la gente, e non solo nei luoghi di lavoro, deve saper raccogliere il disagio, le difficoltà del vivere e trasformare questa spinta in proposte di cambiamento. La contrattazione non deve più stare soltanto nei luoghi di lavoro per la soluzione di problemi economici e normativi, ma nella società perché è proprio là che i lavoratori si vedono annullare le conquiste sindacali. Fare questo significa “fare politica” checché ne dicano cisl, uil, ed  i vari ducetti! 




 


19/06/2024

Abolire la proprietà privata?

 

             Abolire la proprietà privata?


Questo intendimento non significa, come molti maligni interessati

pensano, l'abolizione della proprietà privata dei beni di consumo

  • durevoli o semi durevoli - non l'abolizione della proprietà della

mucca del contadino, né della casa di abitazione; ma

quella dei mezzi di produzione! La differenza non è di poco conto.

In base a quale norma si può dire che una cosa è solo nostra?

L’economia politica parte dal diritto alla proprietà privata, ma non lo

spiega perché è sempre stata considerata alla stregua di un

postulato, ovvero è sempre stata accettata acriticamente, come

un qualcosa che non necessita di spiegazioni.

Così come la religione poggia sul postulato dell’esistenza di dio,

così l’economia si è, da sempre, fondata sul postulato della

legittimità della proprietà privata. Il postulato poggia e si

circonda di un alone mistico e solenne, a tal punto che in ogni

società capitalistica il reato più grave e quello di mettere in

discussione la proprietà privata.

Ma coloro che hanno la curiosità di conoscere l'origine storica di

tale proprietà non potranno che giungere a questo sconcertante

risultato: la proprietà privata nasce come vero e proprio furto con

cui qualcuno si è appropriato indebitamente di ciò che in origine

era un bene collettivo, ovvero non era di nessuno o, meglio, era

di tutti. E' nata quando il primo uomo ha recintato un pezzo di

terra comune dicendo .”questa è mia”!

A questo punto non si potrà che dire, senza alcun dubbio, che la

proprietà privata affonda le sue radici in un furto, e questo non

si giustifica pensando che, se la terra produce benessere e

ricchezza, questa è privata.

La risposta non può essere che: "Sì, va abolita". Sul come

abolirla esistono diverse teorie tra le quali, in particolare, ne

spicca una, quella comunista. Ma ma questo è un altro discorso.











15/06/2024

Abbattere il capitalismo privato

Abbattere il capitalismo privato

Il sistema capitalistico privato dovrebbe essere abbattuto senza esitazioni perché - come dimostra l'attuale crisi sistema - è un corpo agonizzante e con poche speranze di salvezza.  
E' come un edificio vacillante e si sa che quasi sicuramente cadrà. La parte migliore società (checché ne dicano tutti I suoi famigli) dovrebbe adoperarsi per il crollo definitivo ed immediato e dare così l'avvio alla costruzione di un nuovo edificio solido e dalle fondamenta stabili. 
Sono molte le ragioni della crisi, e fra queste la concorrenza: questo nuovo feticcio invocato dai più come la panacea di tutti i mali. Il capitalismo privato si fonda sull’idea secondo la quale ciascuno gode della possibilità di inserirsi sul mercato, di contrattare in assoluta libertà e di vincere la concorrenza tenendo i prezzi più bassi o offrendo merci più pregiate. Ma, come tutti dovrebbero sapere, questa, per sua naturale inclinazione, tende a ridursi sempre più, fino a sfociare nell’oligopolio o, nel peggiore dei casi, nel monopolio. Ciò è possibile grazie ad accordi, truffe, raggiri che portano all’eliminazione delle parti più deboli ed  all'affermarsi sempre maggiore dei più forti che, coi loro cartelli, rimuovono dal mercato i concorrenti più deboli.
Se qualcuno si domandasse dove porta la concorrenza, la risposta sarebbe facile: alla negazione di se stessa!
Oltre alla concorrenza v'è anche un'altra ragione che determina la crisi: i frutti del lavoro sono diventati sempre più appannaggio del padrone e la forbice tra la produzione e la distribuzione della ricchezza si è allargata sempre di più a vantaggio del capitale col risultato che "chi lavora non guadagna e chi guadagna non lavora" (K.Marx). 
E' solamente grazie al lavoro che l’uomo trasforma la natura, che imprime su di essa il proprio suggello, che la domina, la soggioga ai suoi interessi. 
Dovrebbe conseguirne che, a causa del fatto che l’operaio è il trasformatore della natura, dovrebbe essere quello che, principalmente, è il maggiore beneficiario. Ma non è così, perché se l'operaio realizza col suo lavoro la propria essenza umana, nella società capitalistica è mortificato!
E allora, l’operaio non concepisce più il suo lavoro come uno strumento per dominare la natura, ma, viceversa, come uno strumento con cui la natura lo domina: non è libero di appropriarsi del frutto del suo lavoro, che gli viene brutalmente strappato, cosicché arriva a concepirlo come un mostro a lui nemico, come un feticcio. 
La crisi in atto non è una crisi congiunturale, bensì una crisi di sistema. Una crisi generata dalla sovrapproduzione di beni che non riesce a collocare sul mercato e determina distruzione di conquiste sindacali disoccupazione, taglio ai salari ed allo stato sociale.
Questa crisi, divampata con una violenza senza precedenti, mette in luce l’illusorietà delle tesi propugnate dai liberisti, tesi secondo  le quali ciascuno, perseguendo il proprio interesse privato, persegue anche gli interessi di tutti.
Da queste brevi considerazioni si evince la necessità di batterci per sancire la fine del capitalismo privato, e dei suoi orrori, e di  sostituirlo con un sistema capitalistico pubblico. 


12/06/2024

Ah, italiani italiani

Ah, italiani italiani! 

Ah, italiani italiani, che figuraccia abbiamo fatto in Europa! Siamo reduci da un'elezione che ha  visto una larga maggioranza di non votanti, e che e in questa larga maggioranza primeggiava  l'elettorato italiano. La nostra Presidente del consiglio, rispettata e convincente, insieme  con con tutti i suoi fedeli sherpa, cantava le sue lodi perché finalmente l'Italia poteva - contrariamente che  al passato - presentarsi a testa alta di fronte al  mondo.  Nessuno le ha ancora detto che tornando (a causa dei molti problemi irrisolti) con un pugno  di mosche  in mano dalle iniziative svolte all'estero, non posside alcun titolo di vanto? Questo è ciò che succede quando un apprendista si vuole cimentare con problemi più grandi  di lui. La colpa non è solo sua: é parimenti divisa con i molti apprendisti dei qual  si  è attorniata. La colpa non solo della di essere (si dice) neofascista sui generis che ricopre  l'importante incarico ministeriale,  ma va suddivisa tra un pletora di ministri, viceministri, sottosegretari noti per detenere armi da fuoco e per guai giudiziari. Le elezioni hanno  vergognosamente portato  alla ribalta politica un militare demagogo, portavoce  della parte peggiore della società che ottiene tanto successo presso presso i qualunquisti nostrani e che sta facendo del suo meglio per non scomparire dalla visibilità scenica di cui gode. A fronte di questi geni della politica, i veri politici possono andare a nascondersi! Ah italiani, italiani, come sarebbe stato meglio  se questo personale politico fosse stato eletto  dal popolo svizzero! Invece no: gli svizzeri sono innocenti, siamo noi  ad essere malati di dabbenaggine!

11/06/2024

Quarant'anni

Quarant'anni


Ricorre, oggi, il quarantesimo anniversario 

della dolorosa e tragica scomparsa di Enrico

Berlinguer, il segretario generale del Partito 

Comunista Italiano.

Alcuni tra i più giovani certamente non lo 

ricordano neppure, altri lo scambiano per 

un calciatore, un attore, un cantante, pochi

come il leggendario segretario del P.C.I. 

Non sanno che Berlinguer è stato il dirigente 

politico più amato dai connazionali e il più 

rispettato anche dagli avversari politici. 

Il suo carisma non era quello dei soldi, ed anche

per questo motivo gli avversari lo rispettavano

sinceramente. La sua figura, a volte ascetica, a 

volte ironica, sempre estremamente seria e

composta era tale che da ispirare fiducia e

consenso, sempre.

E' stato non solo l'immagine dell'onestà, ma

l'onestà stessa. Il sorriso un po' triste, un po'

timido, qualche volta dimesso, la sua figura 

esile ed ascetica lo facevano apparire come 

una persona in cerca d'aiuto.

Ma Enrico Berlinguer, dietro quell'aria timida e

dimessa, era una roccia: una roccia incrollabile!

Ne sanno qualcosa i suoi ex collaboratori ed

anche Luciano Lama, allora segretario generale 

della CGIL, che ha affermato (in un libro 

intervista) che le caratteristiche umane e

politiche di Berlinguer non erano affatto quelle

che apparivano.

Era un uomo che sapeva prendere decisioni

importanti e le prendeva anche quando erano

impopolari. Lo dimostrano la sua presa di

posizione sulla proposta del "compromesso

storico", sulla "politica dei sacrifici", sulla

questione morale" che tanto ha fatto discutere 

la sinistra italiana. La sua affermazione sulla 

"fine della spinta propulsiva" della Rivoluzione

d'Ottobre, che gli è costata la fine dei rapporti

con l'Unione Sovietica. La denuncia che, in

Italia, esisteva il grave problema della moralità

politica, aveva suscitato maligne ironie e la

condanna degli avversari così da venire

etichettato un "frate francescano".

Berlinguer aveva perfettamente ragione tant'è

che otto anni dopo la sua morte, nel 1992, è

esplosa con fragore la bomba di tangentopoli.

Una bella testimonianza è quella di un suo

irriducibile avversario, Indro Montanelli, che 

hadetto di lui: "Un uomo introverso e 

malinconico, di immacolata onestà e sempre 

alle prese con una coscienza esigente, solitario, 

di abitudini spontanee, più turbato che alettato 

dalla prospettiva del potere, e in perfetta buona 

fede" .

E, tutto questo, detto da un feroce avversario 

la dice lunga sulle caratteristiche umane e 

politiche di Enrico Berlinguer.  

E' stato l'ultimo vero leader del partito, 

Enrico Berlinguer, ed ha incarnato l'austerità 

e il disprezzo per l'autoindulgenza e l'infantilismo

del nuovo mondo dei consumi materiali. 

Dopo di lui il passaggio dal rifiuto intransigente 

dei falsi valori alla repentina capitolazione 

politica e culturale è stato brevissimo.

Certamente, Berlinguer ha commesso anche

degli errori, ma in buona fede: in politica 

interna: è stato l'appoggio incondizionato 

dato (ma su cattive informazioni fornitegli, 

ad arte, da chi era interessato a fornirgliele) 

alla lotta dei lavoratori della Fiat. Lotta che

poi ha portato alla tremenda sconfitta con 

la famosa “marcia dei quarantamila” contro 

il sindacato. Di questa sconfitta ancora oggi 

il sindacato ne paga le conseguenze.

Infine la sua morte, quasi in diretta, durante 

un

comizio a Padova che ha commosso l'Italia

intera ed i suoi funerali, a Roma, che hanno

visto la partecipazione spontanea e commossa
 
di oltre un milione di persone (e che, per 

rendere omaggio alla salma, si era anche 

presentato anche l'avversario più intransigente: 

il segretario del Movimento Sociale, Giorgio
 
Almirante).

Questo, ma anche di più, è stato Enrico

Berlinguer il cui commosso ricordo rimane

ancora saldo nella mente e nel cuore di molti.

Altro che un “calciatore, un cantante, un attore”.

10/06/2024

L'8 Giugno 2024

L'8 Giugno 2024 ...

... si è verificata, come ampiamente prevista, una débâcle per la sinistra e di ciò nessuno dovrebbe meravigliarsi. L'otto-nove giugno 2024 è stata per l'agonizzante centro-sinistra italiano ed europeo, ed è stata una vittoria prevista per il centro-destra, anzi per la destra estrema. I connazionali ed anche gli europei si meritano appieno questi risultati. Sono ignorantemente convinti che non partecipare al voto sia una condanna per questa inadeguata ed incompetente classe dirigente. Non è cosi perchè non partecipare al voto significa lasciare ad altri (agli avversari politici) la decisione di chi debba essere il rappresentante del popolo europeo. Il  buon risultato di Forza Italia non deve essere considerato come una specie di spostamento a sinistra dell'elettorato poiché non si può dimenticare la storia della sua nascita, né del figuro che l'ha partorita. Un figuro che aveva sdoganato i neo fascisti associandoli addirittura al suo governo.

Né dev'essere considerata una vittoria quella leghista perché dovuta al buon risultato di un militare il quale sembra avere, più che del politico,   delle caratteristiche di arruffapopoli.  

Siamo anche di fronte alla vergogna nazionale ed internazionale che una giovane donna con caratteristiche più marcate da comiziante che da statista abbia conseguito un ottimo risultato. Risultato peraltro largamente previsto, ma non per questo meritato. Si continua a sostenere che l'elettore ha sempre ragione, ma questa è una frase fatta ed infelice perché non è assolutamente vero che il popolo elettore abbia sempre ragione: Quando si appresta al voto nella più completa disinformazione o confonde il potere legislativo con quello secutivo, o giudiziario, ha completamente torto ed il suo voto produce gravi danni al corretto sconvolgimnto della vita civile e politica. Se la maggioranza del popolo elettore affermasse (col tipico e fiero cipiglio della destra) la convinzione che la somma di due più due fa cinque, quella maggioranza avrebbe torto marcio ed avrebbe ragione qiella minoranza che affermasse il risultato di quattro. Questo è proprio ciò che sta avvenendo soprattutto in Italia in Italia: la destra racconta assurdità e bugie ed il disinformato popolo elettore le crede fedelmente. 

06/06/2024

Come al solito

 

Come al solito

Anche i più disinformati si saranno accorti della furbatache hanno tentato di fare i più fedeli tirapiedi della Presidente del consiglio quando hannocercato (riuscendovi) di separare le carriere della Magistratura giudicante da quella Inquierente. “Abbiamo realizzato il sogno del nostro presidente”, ha cinguettato il neocapo di Forza Italia (nonché Ministro degli Esteri e, per ignote ragioni, anche vice presidente del consiglio). Che bellezza: l'Italia ha compiuto un ulteriore passo in avanti verso la più completa sudditanza dall'America. In quel Paese infatti il magistrato inquirente non è un magistrato, ma può essere un qualsiasi avvocato indipendente dalla magistratura.

Non può non venire in mente che, anni fa, Umberto Bossi, il leghista, aveva addirittura proposto che il Pubblico Ministero fosse eletto dal popolo. Figuriamoci chi sarebbe stato eletto in un territorio ad alta densità mafiosaprobabilmente anche Totò Riina! Con la riforma voluta dall'attuale governo il magistrato inquirente a chi risponderà del suo operato? Non certamente alla Magistratura, ma al Governo che avrà in tal modo dato il colpo mortale all'indipendenza di questo importante potere dello Stato. Perché stupirci? Questo governo continua ad assestare colpi quasi mortali a molti diritti acquisiti dal popolo italiano in lunghi anni di lotta. La sanità pubblica sta lentamente morendo, mentre quella privata gode di ottima salute. I posti di lavoro, secondo le i notizie sparate dagli sherpa dei notiziari di regime, non sono mai stati cosi numerosi, ma non si precisa se un posto di lavoro di poche ore che settimanali possa considerarsi tale. Milioni di euro regalati al regime neo nazista ucraino per la guerra contro i pericolosi comunisti della Federazione Russa. Le vicende del malgoverno sono fin troppo note per essere qui ricordate, ma la furbata non è passata inosservata al Consiglio Superiore della Magistratura né al suo presidenteSergio Mattarella. Il vantaggio del malgoverno, quello che gli permette ogni sorta di danno per il Paese, risiede nella scarsa memoria degli italiani perché tutte le furbate e le azioni anti popolari vengono subito dimenticate ed il governo può reiterarle all'infinito.


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01/06/2024

Chi è?

Chi è?

Breve cronistoria della Presidente dell'U.E.

Nel febbraio 2024 Ursula von der Leyen ha

annunciato che si sarebbe ricandidata, come capolista

per il Partito Popolare Europeo, ad un secondo

mandato per il ruolo di Presidente della Commissione

Europea.

“Il mondo di oggi è completamente diverso. Ne

abbiamo passate tante, e credo che abbiamo ottenuto

più di quanto si sarebbe mai potuto immaginare”

ha detto (e se lo dice lei …). E' stata la candidata

favorita, ed oggi il Ppe è il gruppo politico più

numeroso nel Parlamento Europeo. Ursula Gertrud

Albrecht è nata nel 1958, figlia di un funzionario

pubblico europeo. ex ministro-presidente del Land

della la Bassa Sassonia. Si è laureata in Medicina

dopo aver provato e abbandonato archeologia ed

economia. È entrata attivamente in politica nei primi

anni duemila. Eletta come deputata della Bassa

Sassonia nel 2003, dal 2005 al 2009 è stata ministro

della Famiglia su nomina della ex cancelliera Angela

Merkel. Ha ricoperto anche l’incarico di ministro del

Lavoro e degli Affari sociali. Dal 1990 milita nelle fila

dell’Unione Cristiano-Democratica di Germania. Ha

preso il suo cognome dal marito, il medico Heiko von

der Leyen, discendente di una nobile famiglia

tedesca. È madre di sette figli. E subentrata a Jean

Claude Juncker nel luglio del 2019. Da Presidente ha

dovuto affrontare alcune delle crisi più dure degli ultimi

anni: la pandemia da covid-19, l’invasione dell’Ucraina

da parte della Russia, la crisi energetica, la guerra in

Medio Oriente. Apparentemente Ursula von der Leyen

sembra godere di stima e apprezzamento da parte

della maggior parte dei governi dell’Unione Europea.

Sembra aver sviluppato un buon rapporto anche con

la Presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni. La

rivista Forbes l'ha nominata donna più potente del

mondo del 2022 e del 2023. A far discutere negli ultimi

tempi è stata la sua posizione, piuttosto ambigua,

sulla questione migratoria. La Commissione Europea

ha fatto marcia indietro sul suo progetto originario

sulla transizione ecologica dopo che nei mesi scorsi

agricoltori hanno manifestato in tutta Europa. A far

discutere è, anche, la sua posizione, altrettanto

ambigua, sul problema della guerra Russo-Ucraina. E'

una posizione completamente sdraiata su quella

anglo-americana e su quella più guerrafondaia di

alcuni governi europei. In una recente intervista

rilasciata durante un popolare programma televisivo in

una rete privata ha dichiarato che la produzione di

armi e di dispositivi bellici destinati all'Ucraina è utile

per la creazione di posti di lavoro!

Il suo tragico connazionale, Adolf Hitler, negli anni '30

aveva risolto il problema della crisi occupazionale a

seguito della famosa crisi economica internazionale

del '29, incrementando a dismisura la produzione di

armamenti bellici. Poi tutti sanno com'è finita!

28/05/2024

Molti Ucraini

Molti Ucraini

Molti cittadini ucraini, per non smentire il loro servilismo verso gli americani ed il loro storico odio verso la Russia si inginocchiavano servilmente ai bordi sulle strade (alcune foto di pochi anni fa lo dimostrano con chiarezza) al passaggio di convogli militari sventolanti bandiere a stelle e strisce. Questo è il risultato del golpe armato nazifascista del febbraio 2014 con la conseguente violazione dei diritti e delle libertà dell'uomo. Gli Ucraini non hanno ancora imparato che cosa siano il capitalismo e l'imperialismo a marca americana. In questo Paese (ex Sovietico) i poteri si trovano sotto il controllo degli imperialisti americani che hanno sferrato un attacco senza precedenti ai diritti sociali dei lavoratori. In Ucraina regna una corruzione senza precedenti; l'arbitrarietà sul piano delle leggi; il terrore nei confronti di qualsiasi forza di opposizione. Molti comunisti sono sotto custodia, mentre l'attività del loro partito è fuori legge. Il regime dominante sopprime ferocemente qualsiasi espressione di dissenso; sottopone a revisione i risultati della seconda guerra mondiale innalzando al rango di eroi i complici degli occupanti nazisti; distrugge i monumenti del periodo sovietico, in particolare quelli dedicati ai combattenti dell'Armata Rossa, che hanno liberato l'Europa dalla piaga nazista, altro che genuflettersi davanti agli americani! Anche l'Unione europea, in combutta con americani, inglesi, francesi e soci, stanno facendo a gara per rifornire i nazisti ucraini di armamenti moderni e munizionamenti. Le forze democratiche europee dovrebbero intensificare gli sforzi per difendere quel po' di democrazia che rimane in quel Paese e per isolare il suo regime sanguinario e corrotto, altro che pensare all'invio di soldati francesi a sostegno del regime nazista ucraino. I notiziari del regime italiano, faziosi e servili, se ne guardano bene dall'informare correttamente il pubblico, che rimane cosi bovinamente anti russo e filo americano.

25/05/2024

Cortina d'Ampezzo

Cortina d'Ampezzo
Era una bella ed arguta trovata giornalistica di qualche anno quella di titolare “S'evade d'Ampezzo” il nome della famosa località turistica. Tutto era nato quando il governo di allora aveva introdotto il “redditometro”, ma anche quello (come quello attuale) urgentemente abolito. Questa località era stata assaltata da un blitz dell'Agenzia delle Entrate. Il blitz aveva suscitato un coro di proteste da parte di tutti coloro che, dichiarando un reddito annuo di trentamila euro, erano possessori di auto di grossa cilindrata, aerei e barche (tutta robetta da quattro soldi). "Questo non è un Paese democratico, ma uno Stato di polizia; essere ricchi non è un reato!" era la stata la canea scatenata dal sindaco di 'Si evade da un pezzo', dai bottegai locali (i quali avevano visto quadruplicare i loro guadagni a seguito del blitz e che, perciò, avrebbero dovuto essere grati all'Agenzia delle Entrate che aveva deciso questa azione).Proteste anche, dai 'poveri' frequentatori di questa 'squallida' località, da onorevoli ed ex ministri del governo berlusconiano, da lacché di varia natura. No! Si tranquillizzino: essere ricchi non è un reato, ma lo è invece quello di non pagare le tasse! E se per farle pagare è necessario uno Stato di polizia, allora benvenuto allo stato di polizia! Uno Stato di polizia vero: che consideri l'evasione fiscale un reato penale (anche se in più occasioni l'ex cavaliere aveva teorizzato il diritto a non pagarle), che l'evasore sia ammanettato, costretto a pagare tutto il dovuto, multa e interessi e, poi, finisca dietro le sbarre! Manette agli evasori, sissignori, manette agli evasori. In America, che pure non è un Paese ideale, gli evasori fiscali sono trattati con estrema durezza, tant'è che i criminali degli anni '20, '30, ecc. erano terrorizzati non tanto dai crimini commessi, ma da quello di essere scoperti e condannati per l'evasione fiscale. Se qualcosa di deve imparare da quel Paese è proprio questo: serietà e durezza per chi non paga le tasse! Ne prendano atto i cultori e gli amanti del sistema di vita e della civiltà americana.




24/05/2024

Italia incompiuta

 

Italia incompiuta

Ha perfettamente ragione chi sostiene che:

Affinché un’idea, per quanto inverosimile, diventi patrimonio delle masse, occorre che sia ripetuta senza requie, nonostante la sua confutabilità …”

Non è una stramba teoria perchè era alla base della propaganda, del nazismo, del fascismo, ed ora anche dei Fardelli d'Italia. E' l'obiettivo sognato dai vertici politici più elevati, non è la distruzione della democrazia, ma il suo contenimento entro il perimetro angusto che non debba, né possa, disturbare il manovratore. La breve cronistoria che segue parte dal '45, perché già durante la guerra Stati Uniti e Inghilterra si convincono che l’Unione Sovietica e il comunismo sono alleati pericolosi. Nel clima da caccia alle streghe degli anni ’50 Mario Scelba ha dichiarato

dobbiamo partire dalla constatazione che il Partito Comunista opera contro la democrazia servendosi dell’appoggio di una potenza straniera”.

Alle ignobili parole del (fu) dirigente democristiano si dà seguito riciclando i fascisti nella nuova crociata anti-comunista, la mafia ed i grandi gruppi industriali. Gli Stati Uniti d’America (ed anche la Nato) hanno la sola funzione di difesa dal nemico esterno, ma anche, o meglio soprattutto, per difendere la stabilità interna del Paese, ovverosia per bloccare qualsiasi ipotesi cambiamento sociale. L’Italia è stata, e purtroppo rimane, un Paese a sovranità limitata, nel quale gli apparati di sicurezza hanno sempre svolto un ruolo servile verso l'America. Ma l'Italia non è sola .perchè nella lotta al comunismo, gli Stati Uniti sono arrivati anche a sostenere il sanguinoso colpo di Stato Cileno. Il furore anticomunista italiano è giunto, negli anni ’80 e ’90. alle stragi mafiose che si inserivano in una strategia molto complessa, a dimostrazione dell'esistenza di tante pagine oscure. Questo infelice Paese avrà compito la sua completa emancipazione quando il suo popolo avrà detto un definitivo 'basta' agli imbonitori di piazza (imbonitori di tutte le razze), che ancora lo infestano.

Ed è proprio per queste ragioni che è necessario ripetere, ripetere, ripetere …!


23/05/2024

coraggio, si evada senza timore

 
Coraggio, si evada senza timore

Questo è l'invito del governo italiano ai contribuenti disonesti che funestano l'Italia. Naturalmente non è un invito cosi esplicito, ma nello spazio di 24 ore un vice ministro adotta un provvedimento che istituisce il cosiddetto “redditometro”, e meno di 24 ore dopo il capo del suo governo lo fa urgentemente abolire. Una figura degna di un governo che riassume in sé due caratteristiche gravemente negative: la prima che si tratta di un governo di inetti, la seconda di un governo amico degli evasori fiscali. Tutto ciò mentre, (è utile ricordarlo) le dichiarazioni dei redditi continuano ad evidenziare dei dati scandalosi. Il più evidente è il bassissimo numero dei contribuenti che dichiarano redditi compresi tra 100 e 150mila euro annui e sono circa lo 0,6 per cento di tutti i contribuenti. Quelli, invece, che dichiarano un reddito oltre 150mila euro risultano essere circa lo 0,4 per cento dei contribuenti. Sono ben 2 milioni e 760mila i contribuenti che hanno dichiarato redditi inferiori a mille euro/anno e, tra questi oltre 500mila addirittura un reddito negativo! Non è il caso di tediare ulteriormente il lettore di questo blog con altri dati ricavati dal Ministero, Ciò che preme porre in evidenza è altro: è la cattiva  coscienza degli italiani verso un obbligo, quello fiscale, che caratterizza i Paesi più democraticamente evoluti del nostro. D'altra parte, come si potrebbero elevare severe rampogne ai semplici contribuenti quando l'esempio viene dall'"alto"? Quando, con l'abolizione del redditometro si dà una scappatoia ai furbi per evadere le imposte che cosa ci si può aspettare da uh povero cristo che fatica a mettere insieme il pranzo con la cena? Questo governo non è cieco, ha gli occhi ben aperti per colpire in misura diversa i ricchi dai poveri. Sono le classi più deboli che, in genere ,pagano il prezzo più alto mentre gli strati sociali più ricchi ne escono rafforzati. Tutto ciò non conta nulla perchè, quello che veramente conta, è la riforma per ia creazione del premierato! Soltanto di questo hanno urgente bisogno i lavoratori ed i pensionati.


20/05/2024

Chi è il sottoproletario?

Chi è il sottoproletario?

Contrariamente a quanto si crede Il sottoproletario non è quel personaggio che sta al disotto del proletario perché questa sua appartenenza non proviene sempre da una sfavorevole condizione economica, ma da una condizione culturale. Il sottoproletario è quel personaggio che oscilla tra la borghesia ed il proletariato, sempre pronto ad ogni avventura - anche immorale - che gli consenta la sopravvivenza e la possibilità di galleggiare appena al di sopra della media. E' un piccolo possidente terriero, un piccolo bottegaio, un artigiano, un lavoratore autonomo, un impiegato di medio livello che si crede giunto all'apice della scala sociale. Il sottoproletario è spesso asservito alla grande borghesia, estraneo alla lotta per la sua emancipazione, estraneo all'impegno sociale per la difesa dei suoi diritti, della democrazia.

Il piccolo borghese, invece, che è colui che dovrebbe stemperate le frizioni tra borghesia e proletariato, è invece storicamente succube degli interessi della borghesia, storicamente ai suoi ordini e pronto ad ogni avventura antidemocratica, succube degli interessi degl apparati industriali, finanziari, burocratici.

Il sottoproletario à colui che ha perso le sue caratteristiche proletarie, divenendo al pari del piccolo borghese uno strumento di manovra antidemocratica nelle mani della borghesia. Il sottoproletario non è soltanto colui che appartiene ad una misera condizione economica, da chi ha perduto il lavoro, dagli studenti falliti, dai rifiutati delle altre classi, da coloro che vivono di espedienti, che si prostituiscono, ma anche da chi ha scelto un modello di vita ai margini della società, che si dedica ai facili guadagni. In questa accezione anche un piccolo borghese può essere equiparato ad un sottoproletario. Gli artisti marginalizzati delle grandi città appartengono al sottoproletariato. Le cosiddette escort provenienti da famiglie povere sono certamente delle sottoproletarie; I giornalisti asserviti al potere e non provenienti da famiglie povere lo sono altrettanto. Il sottoproletario esiste in opposizione al proletariato e vive al di fuori del lavoro sociale, è parassitario e possiede una mentalità antisociale, individualista, debole e pronta a ogni compromesso; costituisce uno strato sul quale la borghesia ha potuto contare nei momenti decisivi della lotta di classe. Piccoli borghesi e sottoproletari sono dunque i nemici, del proletariato, dei lavoratori, al pari della borghesia, anche di quella piccola!















16/05/2024

Giuramento di Ippocrate e Intramoenia

Giuramento di Ippocrate (testo moderno) e Intramoenia.

Il giuramento viene prestato dai medici prima dell'inizio della professione. Questo è il giuramento:

Consapevole dell'importanza e della solennità dell'atto che compio e dell'impegno che assumo, giuro: di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento rifuggendo da ogni indebito condizionamento; di perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; di curare ogni paziente con eguale scrupolo e impegno, prescindendo da etnia, religione, nazionalità, condizione sociale e ideologia politica e promuovendo l’eliminazione di ogni forma discriminazione in campo sanitario; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di una persona; di astenermi da ogni accanimento diagnostico e terapeutico; di promuovere l’alleanza terapeutica con il paziente fondata sulla fiducia e sulla reciproca informazione, nel rispetto e condivisione dei principi a cui si ispira l’arte medica; di attenermi nella mia attività ai principi etici della solidarietà umana contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze; di mettere le mie conoscenze a disposizione del progresso della medicina; di affidare la mia reputazione professionale esclusivamente alla mia competenza alle mie doti morali; di evitare, anche al di fuori dell'esercizio professionale, ogni atto e comportamento che possano ledere il decoro e la dignità della professione; di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni; di rispettare e facilitare il diritto alla libera scelta del medico; di prestare assistenza d'urgenza a chi ne abbisogni e di mettermi, in caso di pubblica calamità, a disposizione dell'autorità competente; di osservare il segreto professionale e di tutelare la riservatezza su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho veduto, inteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del mio stato; di prestare, in scienza e coscienza, la mia opera, con diligenza, perizia e prudenza e secondo equità, osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della mia professione”.

E questo è il sistema “Intramoenia” (tra le mura)

La sanità pubblica è agonizzante, ma l'intramoenia gode di ottima salute. Intramoeniaè un termine che definisce un medico che lavora in una struttura pubblica con la possibilità di esercitare un’attività privata. In altre parole è una fregatura per il povero cristo che non può permettersi il ricorso ad un ospedale svizzero. Un medico che lavora in ospedale pubblico può visitare privatamente i propri pazienti privati, sottoporli a esami radiologici o altri tipi di intervento dietro il pagamento di un compenso. Con questo stratagemma è stato omologato come luogo ospedaliero anche lo studio privato del medico dipendente dall’ospedale. L’intramoenia ha prodotto risultati disastrosi nei tempi di attesa per le varie prestazioni: per una TAC pubblica occorrono nove mesi; per una TAC privata bastano dieci giorni. E’ ovvio che questa scandalosa situazione privilegia coloro che possono sopportare il costo di una visita privata. E gli altri? Gli altri aspettino, oppure muoiano ... in pace. Questa “riforma” ha visto la luce negli anni ‘90, molto prima dell’avvento del tragico ed ex defunto cavaliere (fautore delle privatizzazioni), in quegli anni al potere. Si è trattato di un attentato al Servizio Sanitario Nazionale: un bene ed una conquista fondamentali per l’Italia, basato sulla gratuità e la solidarietà. In questo modo si è creata una via privilegiata per l’attività privata, e per gli interessi privati, a scapito di quella pubblica. Per alcune prestazioni (colpevoli anche i medici che, per più alti guadagni si sono prestati, e continuano a farlo), i tempi di attesa sono incredibilmente lunghi per un Paese che si dichiara civile. Quando vi è un’urgenza è scandaloso sentirsi dire, come frequentemente accade, che: “purtroppo questa è la situazione; ma se vuole, a pagamento si possono fare gli esami in tempi più brevi”. Il risultato, ormai noto a tutti, è che gli stessi medici, le stesse strutture, le stesse apparecchiature, che dovrebbero essere pienamente funzionanti per sveltire le liste d’attesa, diventano improvvisamente disponibili solo per chi può pagare. Il Servizio Sanitario Nazionale è diventato discriminante ed ha creato cittadini di serie 'A' e di serie 'B'. E’ evidente che vi sono molti interessi attorno a questa pseudo-riforma ed è noto che essa è figlia di un governo tecnico allora al potere, ma se il governo “tecnico” ha partorito questo mostro, che cosa hanno fatto tutti i governi “politici” che si sono succeduti? Si sono ben guardati dal correggere quest’infamia! E qui purtroppo, e non per fare del facile qualunquismo, ci sono dentro tutti: destra, centro-destra, centro-sinistra, centro. E il giuramento di Ippocrate? Il giuramento dI Ippocrate ed il sistema intramoenia non fanno a pugni? Il giuramento di Ippocrate può andare a … quel paese!

12/05/2024

Litigiosità

Da più parti si pretende che la “destra” nostrana non sia compatta, ma affetta da litigiosità, e che, ad ogni minima occasione, la Lega litighi con i Fardelli d'Italia e questi contro Forza Italia, ecc. Insomma tutti contro tutti. Tutto ciò è in parte vero, ma è vero solamente in occasione delle imminenti elezioni europee, dove ognuno - in assenza di coalizioni tra partiti -.corre per se stesso, anche contro gli alleati del governo nazionale. Ma nessuno si faccia illusioni perché la destra nostrana in Italia è compattissima, è una fratria! In Italia la destra è un coacervo di forze reazionarie in costante guerra contro la sinistra e contro ogni tipo di opposizione: è una destra di cemento, di cemento armato. La forza reazionaria ed antidemocratica della destra è, purtroppo, la fotografia del popolo italiano e del suo disinformato e qualunquista elettorato. A tale .forza concorre anche la colpevole litigiosità - quella vera - della sinistra incapace di formare un unico fronte unitario utile per una svolta politica ed economica in favore dei lavoratori, dei pensionati, della gente comune, della gente che non vive dell'incasso di cedole finanziarie, di dividendi azionari, ma del proprio lavoro. I destrorsi hanno sempre furbascamente rifiutato la qualifica di antifascisti per assumere quella più innocua di “afascisti” pensando che questa li assolvesse da quella. Ma, ahiloro, non si sono accorti che questa caratteristica non li assolve affatto dal desiderio di non dichiarsi antifascisti. Infatti come si può essere “afascisti” se non si riconosce l''esistenza del fascismo? Se non si è mai stati né fascisti, né antifascisti, significa che quel regime sanguinario non è mai esistito. Come ci si può dichiarare afascisti se il regime fascista non fosse mai esistito? Allora come si può essere privi di qualcosa che non è mai esistito? Come si potrebbe, ad esempio, dichiararsi mancini se la mano sinistra non esistesse? Questi squallidi destrorsi si stanno arrampicando sugli specchi per dimostrare l'impossibiie. L'Italia, il nostro Paese, diventerà un Paese civile quando si sarà definitivamte liberato da questi vergognosi e tragici orpelli del passato e che, oggi, godono ancora di un notevole e squallido successo?