Ampliamento dell'Unione Europea
Di fronte ad una opinione pubblica ossessionata dai pericoli dell'invasione, l'Unione europea avrebbe fatto volentieri a meno delle iniziative assunte da tre dei suoi nuovi membri. Incaricate da Bruxelles di rendere sicure le frontiere orientali dell'Unione. Ungheria, Romania e Bulgaria sono andate oltre il loro mandato, decidendo di aprire le porte del "fortino" europeo. Così cinque milioni tra moldavi, macedoni, serbi, ucraini e turchi avranno la possibilità di ottenere un passaporto europeo. Un regalo inatteso, che i tre Paesi sperano di capitalizzare in immagine politica, mentre tutto ciò rischia di provocare irritazione nelle capitali della vecchia Europa. Il Parlamento ungherese, su richiesta del primo ministro, conservatore, e con il sostegno dell'estrema destra, si è voluto "rifare" dal trauma inflitto dal trattato del 1920, che l'ha amputata di due terzi del suo territorio e di metà della sua popolazione. L'approvazione della legge sulla doppia nazionalità riguarda tre milioni e mezzo di persone ed ora è già in vigore. E la Romania, come si sa, ha fatto anche di meglio perché nell'aprile 2008 ha deciso di accordare la sua cittadinanza ai moldavi con ascendenza romena. E' utile ricordare che la "Repubblica Socialista Sovietica della Moldavia" era la più piccola - e la più povera - delle quindici repubbliche sovietiche e che, con la dissoluzione dell'URSS, è stata quella che ha pagato più pesantemente delle altre il prezzo della dissoluzione. La Moldavia ha una storia complicata: è stata creata da Stalin a partire da un territorio che apparteneva all'Unione Sovietica e alla Bessarabia, che era stata una provincia romena dal 1918 al 1940 e poi dal 1941 al 1944. Due terzi dei moldavi sono di lingua romena e un terzo di lingua russa. Con circa quattro milioni di abitanti è un paese piccolo e molto povero, tant'è che un terzo della sua popolazione attiva ha dovuto lasciare il paese, il più delle volte in modo illegale, per trovare lavoro altrove, specialmente in Italia per svolgere il lavoro di "badanti". Bisogna avvertire i leghisti che queste lavoratrici, ancorché clandestine, non sono dedite alla delinquenza, ma sono un validissimo supporto per famiglie che vedono la presenza di un anziano non autosufficiente. Attività rifiutata dai connazionali! Anche la Bulgaria ha facilitato le procedure di rilascio della sua nazionalità ai circa due milioni e mezzo di bulgari residenti all'estero.
Il pianeta è un villaggio globale, e non saranno le allucinanti teorie leghiste a frenare i prossimi, biblici, esodi da un Paese all'altro, da un continente all'altro. Con queste migrazioni, che trasformeranno in meglio le caratteristiche del popolo itallano, i leghisti, i neo fascisti, i sovranisti, i 'difensori della razza' dovranno cominciare a convivere!