Profondità di pensiero
Profondità
di pensiero
E
questi figuri, ahinoi, governano il Paese, e lo governano per volontà
degli elettori nostrani! “La Lega per un futuro libero e felice”,
ragliava.
Ecco
i profondi pensieri leghisti:
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“La
Lega, motore del cambiamento: Giovani, famiglia, piccola e media
impresa, federalismo, sindacato Padano
Quando
nacque la Lega, in Italia i soldi di tutti erano trattati come se
fossero i soldi di nessuno, con una faciloneria certamente
inconcepibile nel Consiglio d'Amministrazione di un'azienda privata,
ma anche per il peggior socialismo reale.
Le
grandi imprese stavano legandosi ai sindacati e alla sinistra
scambiando riconoscimenti e potere politico alla sinistra contro
lavoro, cassa integrazione, pace sociale. Ma anche rafforzamento del
centralismo romano che ha bisogno di avere dalla sua un Sud con una
classe politica debole, che lasci prevalere altri poteri non
democratici e paludosi.
Tutto
questo ricadeva a livello di capannone, dove non c'è il sindacato e
le piccole imprese dovevano pagare, mantenere e soffrire in silenzio.
Finito il tempo del terrorismo attivo, cioè della massima guerra
sociale, la sinistra incassava il prezzo della sua pace sociale. Le
cose da allora sono andate peggiorando, al punto che oggi le grandi
imprese vorrebbero scambiare col sindacato e con la sinistra
addirittura il capitale dei lavoratori, cioè la gestione del Tfr,
circa 20 mila miliardi all'anno, affidata al sindacato e alla
sinistra, contro privilegi, rottamazioni, privatizzazioni dell'enorme
patrimonio accumulato negli anni dallo Stato e trasferito dalla
sinistra per quattro lire ai grandi interessi.
Naturalmente
le piccole imprese devono continuare a pagare e tacere. E con esse
pagano i giovani, cui il contratto di lavoro a tempo determinato
impedisce di programmare la propria vita, di sposarsi, di avere
figli. Tutto ciò mette in dubbio che possa esserci un futuro per la
nostra società. Contratto a tempo determinato e immigrazione sono
due facce della stessa moneta marcia proposta dal Fondo Monetario.
Oggi
che avanzano i segni della crisi del pensiero mercatista con la
centralità delle leggi economiche, del pensiero unico, del
monetarismo, delle privatizzazioni, del mercato per il mercato, la
sinistra, che si è rilegittimata vendendo a prezzi di dismissione
ridicoli ai grandi interessi i beni del patrimonio pubblico, è in
crisi.
Si
è venduta l'anima per avere il potere e alla fine è arrivata su di
essa la cambiale del popolo che ha ancora sentimenti umani, come la
paura dell'immigrazione.
Ovunque,
in tutta Europa, nel 100% delle elezioni avvenute, la sinistra è
stata sconfitta. Italia, Danimarca, Austria, Spagna, Portogallo,
Francia: non è certamente un caso, bensì la certezza di una catena.
La sinistra non aveva tenuto conto che in Europa si nasce sotto un
campanile, ci sono le radici e l'immigrazione, figlia dei progetti
mercatisti, non può essere accettata. L'Europa non è l'America che
non ha radici. E siamo solo all'inizio del processo di reazione
europea. Fino a poco tempo fa, era la Banca centrale europea ad
alzare la voce contro gli Stati, oggi è il contrario. La sinistra,
messasi al servizio dell'imperialismo apolide delle multinazionali e
della tecnocrazia, è in gravi contraddizioni. Il trattato di
Maastricht, che riduce la spesa pubblica al di sotto del 3% del Pil,
obbliga lo Stato a vendere tutto quello che ha. Ebbene la sinistra,
che si era opposta a Maastricht, si è comportata poi come il più
zelante gestore dell'ideologia delle privatizzazioni. Vittima del suo
desiderio di comandare, è corsa in soccorso al vincitore monetarista
e alla sua ideologia delle privatizzazioni totali. Ad esempio, ha
regalato le autostrade a Benetton, ma non è che in autostrada si
viaggi meglio e si paghi meno. Ci guadagna solo Benetton. Ha regalato
Telecom e qui si sono creati solo dei debiti e il titolo è crollato
in Borsa. Mentre, al contrario, vale il titolo dell'Enel, che per il
30% è rimasta un'azienda dello Stato.
Si
potrà sempre dire che la sinistra è annegata nuotando nel liquido
amniotico del pensiero unico insieme al Pool di Mani Pulite, altra
vittima illustre, che agì liquidando la vecchia classe politica non
tanto perché zeppa di malandrini e legata alla mafia, come
denunciava la Lega, ma perché quella classe politica, pur nella sua
indegnità, aveva delle remore a regalare l'enorme patrimonio dello
Stato. Chi sosteneva il Pool di Mani Pulite a spada tratta? Guarda
caso, proprio i grandi interessi che pregustavano con l'acquolina in
bocca le grandi dismissioni, lo scassinamento della cassaforte
pubblica.
La
contrapposizione politica, sociale ed economica è quindi tra due
blocchi: "Grande capitale, Sinistra, Triplice sindacale",
da una parte. "Piccola e media impresa, Lega, Casa delle
Libertà, Federalismo, SIN.PA" dall'altra.
Quali
sono le risposte da dare in questa situazione di crisi irreversibile
del progetto monetarista? A parte provo a mettere in fila le nostre
principali proposte, alcune delle quali già diventate leggi, altre
in procinto di diventarlo. Adesso tocca al cittadino non sbagliare.
Il voto alla Lega vale più degli altri. La Lega è l'onestà ed il
coraggio di trasformare in progetti le idee della gente. Con la Lega
la politica è davvero l'unico strumento che ha la gente per
contare”.
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Che
dire? Chissà che terribile emicrania avrà colto i leghisti dopo
questi profondi pensieri espressi con levità di linguaggio!