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23/12/2023

Il generale

Il generale

Ma chi si crede di essere con tutta la sua spocchia? Il Dux italiano? Il Conducator romeno? Il Caudillo spagnolo? Il Führer tedesco? Si metta il cuore in pace: è solamente uno degli oltre ottocentosettanta generali esistenti in Italia (nemmeno gli Stati Uniti e la Federazione Russa ne hanno tanti). In Italia c'è un'inflazione di generali: uno ogni 1500 militari. Insomma abbiamo più comandanti che comandati. Il costo complessivo di questa pletora di generali non è indifferente. Un generale di Corpo d'armata (quello con tre stellette) costa allo Stato; 124mila euro annui; quello di Divisione (con due stellette) ne costa 108 mila e quello di Brigata (con una sola stelletta) ne costa 'appena' 79mila.

Il Generale, com'era prevedibile, non è più fonte di imbarazzo per Palazzo Chigi (si sa: tra camerati si va d'accordo e ci si protegge a vicenda). Ci si protegge a vicenda fino al punto di non impedirne la nomina a capo di “Stato Maggiore delle forze operative terrestri”, una delle cariche più prestigiose nell'Esercito. Le deboli polemiche dell'opposizione non potevano impedire la scandalosa decisione della politica.

La presa di posizione più energica sembra essere stata assunta dalle Forze Armate (la stessa famiglia alla quale appartiene il generale, il che è tutto dire). Le Forze Armate, resisi conto della gravità delle parole del generale hanno deciso di dare avvio ad un'inchiesta interna che trae origine dalla pubblicazione del suo libercolo: “Il mondo al contrario”,

Il Generale, dopo aver ringraziato per il ruolo assegnatogli (che ha promesso di ricoprire “con la passione di sempre”), non ha commentato la notizia, ma ha deciso di prendersi un mese di licenza per motivi familiari, anziché usare questo mese di licenza per un approfondimento della lingua italiana.

Il nuovo incarico ha generato molte perplessità, specie dopo le critiche della prima ora del ministro della Difesa, Crosetto, critiche, poi, prontamente rientrate. Crosetto ha difeso la nomina, negando sia stata una promozione o addirittura un riconoscimento per quanto scritto nel libro. “In merito alle pretestuose polemiche che alcuni stanno provando a sollevare - ha spiegato il ministro, sentendosi esperto di questioni militari - mi preme sottolineare che il generale non è stato né promosso né retrocesso. Lo Stato Maggiore dell'Esercito italiano ha deciso di affidargli uno dei ruoli che gli competevano per grado, esperienza e diritto, in attesa che siano esperiti gli accertamenti previsti”. Insomma, ha tagliato corto Crosetto, “le garanzie costituzionali a tutela della persone valgono anche per i militari e nessuno può emettere giudizi sommari, sostituendosi alle norme e alle procedure previste a tutela di uno Stato di diritto”

Tutto ciò a dimostrazione che uno qualsiasi tra la pletora di generali italiani che affollano la platea del teatro può dire, scrivere, tutto ciò che vuole infischiandosene delle norme costituzionali, del rispetto per chi non la pensa allo stesso modo, della libertà degli antagonisti.

Il generale che, secondo Crosetto, non è stato “né promosso, né retrocesso” non dovrebbe dovuto, invece, essere congedato?

Che bel Paese, questo!